L'ALABASTRO

La provenienza del nome “alabastro” è certamente egizia e forse deriva dalla città di Alabastron, celebre anticamente per la fabbricazione di vasetti e di anfore destinati a conservare i profumi. L’alabastro è una roccia sedimentaria che si trova in due varietà: una detta alabastro orientale o alabastrite, e l’altra l’alabastro gessoso molto più tenero e generalmente di colore bianco, all’apparenza simile al marmo. L’alabastro gessoso, quello che viene lavorato in Volterra ed in particolare quello estratto dal sottosuolo di Castellina Marittima, si è formato nel periodo miocenico in seguito ad un processo di sedimentazione e concentrazione del solfato di calcio contenuto nelle acque marine. Si tratta di una candida pietra che per la sua particolare morbidezza si presta ad essere più facilmente lavorata del marmo e quindi è adatta a riprodurre in scala ridotta certi motivi ornamentali ricchi di dettagli e a ritrarre nei particolari il volto umano, secondo i canoni estetici che dominavano gli indirizzi dell’arte classica. Quasi fosse una pietra degli dei, gli Etruschi se ne servivano per costruire sarcofaghi e urne cinerarie con ricche decorazioni raffiguranti l’immagine del defunto, insieme a scene di vita quotidiana, ad immaginarvi viaggi nell’oltretomba, e ad episodi famosi della mitologia greca.

In natura esistono varie tipologie di alabastro, ognuna con le proprie caratteristiche; di seguito ne riportiamo i dettagli:

Bianco trasparente

Varietà particolarmente trasparente, di colore bianco con poche venature di colore marrone/grigio scuro.

Per la sua trasparenza è adatta per essere illuminata.

Bianco venato o pietra a marmo

Varietà di colore bianco latte, caratterizzata da striature interne più trasparenti, che la rendono particolarmente variegata, e dalla quasi assenza di venature scure; è il tipo più indicato per ottenere effetti di luce o cromatici molto eterogenei, in quanto la luce passa attraverso la pietra in maniera diversa a seconda della venatura presente.

E’ anche la varietà che si presta maggiormente ad essere colorata.

Agata

Varietà di colore marroncino, molto variabile nella tonalità che può passare dal beige chiaro, al miele, al marrone scuro. Il nome agata è usato impropriamente: in realtà il colore è dato da una sorta di ossidazione che si è creata nel corso del tempo, data dalla vicinanza nel sottosuolo di parti contenenti ferro. Anche in questa varietà sono presenti talvolta venature di colore marrone/grigio scuro/nero.

Si presta anch’essa ad essere illuminata, vista la trasparenza.

Bardiglio

Varietà di colore bianco caratterizzata dalla forte presenza di venature grigio scuro; questa varietà è abbastanza rara e viene usata poco.

Non essendo trasparente non si presta per l’illuminazione.

Cenerino

Varietà di colore grigio scuro / marroncino, caratterizzata dalla conformazione molto striata; proprio per questa sua caratteristica si presta a lavorazioni molto piccole, in quanto in corrispondenza delle striature si creano durante la lavorazione sfaldature che provocano la rottura.

Anche questa varietà non è trasparente e quindi non viene usata per illuminazione.