Da IL TIRRENO dell'8 Novembre 2012

di Francesca Suggi

Nello yacht di tendenza c’è l’alabastro del Colle

La “Pietra degli Dei” della famiglia Ducceschi va a ruba tra i grandi armatori «Fino ad ora abbiamo lavorato per indiani, portoghesi e anche italiani»
VOLTERRA. Quelle pareti nella stanza padronale del mega yacht ancorato nel porto di Montecarlo risplendono di una luce particolare. Che profuma di volterranità e riflette la magia di una polvere bianca che solo la maestria degli artigiani della famiglia Ducceschi riesce a rendere hi-tech. Tanto da riuscire a scalare i mercati dell’innovazione a colpi di alabastro.
«Si tratta del risultato di una ricerca lunga dieci anni, ultimata nel 2009 e accelerata dalla crisi: il trattamento che abbiamo brevettato esalta le qualità chimiche, fisiche e meccaniche dell’alabastro, lasciandone pressoché alterate le caratteristiche di base ovvero la luminosità, la trasparenza», racconta Roberto Casini, uno dei soci di quella famiglia che da tre generazioni fa conoscere la polvere bianca nel mondo e che oggi si conferma come una delle realtà artigianali più importanti del territorio.
Quindici dipendenti, fatturato in salute nonostante il periodo e la flessione del settore alabastro: l’arma che permette a Ducceschi alabastri di guardare avanti è la ricerca e l’innovazione.
«Investiamo molto in questi campi, tanto che per questa strada alternativa a quella tradizionale, più innovativa abbiamo creato il marchio Pietra degli Dei», continua. Nuovi brevetti, un settore d’elite da scalare: domotica e sistemi di illuminazione particolari a base di led e fotocellule sono le nuove frontiere dell’alabastro volterrano. «Per questo – continua – abbiamo sviluppato una partnership con un’azienda italiana leader nel settore dei pannelli auto illuminanti e noi abbiamo l’esclusiva per quanto riguarda l’alabastro». Pure questo Roberto Casini, insieme a Silvia Ducceschi, project manager Pietra degli Dei, Enzo Amadori e a Ivano Ducceschi hanno portato al Made expo di Milano nelle settimane scorse.
Qui l’architettura d’interni a base di polvere bianca decorata e illuminata va a ruba nel residenziale chic e nella cantieristica navale.«Ultimamente abbiamo lavorato all’interno di mega yacht di indiani, portoghesi e pure su quello di un italiano di 36 metri», racconta Casini.
Niente nomi: quando si è disposti a pagare cifre da capogiro i committenti si mantengono rigorosamente anonimi. «Molti ci chiedono le pareti luminose in alabastro per le stanze dell’armatore, di grande impatto pure i bagni tutti in alabastro luminoso con foto cellule e lavandino scavato a forma di conchiglia». E pure sul ponte di tante mega navi, i banconi bar di tendenza, tra cocktail vippissimi e serate glam, sono griffati Pietra degli Dei, made in Volterra.
«L’oggettistica, gli elementi di arredo e per l’illuminazione sono sempre stati il core business dell’azienda – conclude Roberto Casini, orgoglioso dell’attività di famiglia– Ma spinti dalla crisi abbiamo scommesso sull’innovazione per rilanciare un settore che, dopo essere stato uno dei più importanti e nobili dell’economia e della cultura volterrana, versa da decenni in situazione di notevole difficoltà».